La scomparsa di Stephen Hawking.

 

L’anno della morte di Galileo è nato Newton e esattamente tre secoli dopo è nato Stephen Hawking: il testimone della scienza passa di genio in genio, un modo per la Natura di realizzare i suoi disegni e per presentare al mondo chi è Stephen Hawking. Sono le ricorrenze temporali che Hawking ha spesso scherzosamente ricordato e che si sono arricchite di altre coincidenze:  “Ci lascia – ha scritto la ministra Valeria Fedeli –  in una giornata emblematica, scelta per celebrare a livello internazionale il Pi Greco [….]. Ma anche in una data che rappresenta l’anniversario di nascita di Albert Einstein[..-]”.

Uno dei libri di scienza degli ultimi decenni più noti e letti al mondo è Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo. E’ del 1988. Nella prefazione Hawking scrive: « Qualcuno mi disse che ogni equazione che avessi incluso nel libro avrebbe dimezzato le vendite. Decisi perciò che non avrei usato alcuna equazione. Alla fine, però, ho fatto un’eccezione per la famosa equazione di Einstein, E=mc². Spero che essa non spaventerà metà dei miei potenziali lettori».

Questo riferimento alle equazioni e alla matematica è emblematico. Il libro narra proprio della ricerca di equazioni: un progetto che mira a stabilire un’analogia con quel che avviene nel campo elettromagnetico con le equazioni di Maxwell, la ricerca cioè delle equazioni che potrebbero spiegare ogni sorta di fenomeni. La G.T.U., la Grande Teoria Unificata dell’Universo, una teoria completa.

Nel libro, la conclusione è educativa e formativa; Hawking scrive: « Se però perverremo a scoprire una teoria completa, essa dovrebbe essere col tempo comprensibile a tutti nei suoi principi generali, e non solo a pochi scienziati. Noi tutti —filosofi, scienziati e gente comune — dovremmo allora essere in grado di partecipare alla discussione del perché noi e l’universo esistiamo. Se riusciremo a trovare la risposta a questa domanda, decreteremo il trionfo definitivo della ragione umana: giacché allora conosceremmo la mente di Dio ». [cfr. PdM 3_2011_Editoriale]

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