La Statistica “Cavallo di Troia” della Matematica. Che esagerazione!

 

Non si tratta di ulteriori “nuove” Indicazioni ministeriali per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, ma il documento “Indicazioni Nazionali e Nuovi scenari”, presentato al MIUR il 22 febbraio scorso e trasmesso alle scuole con nota del 2 marzo, così è stato inteso e così se ne parla. Responsabilmente presidi e docenti cercano di studiarlo e di capirne la portata. E non è facile! Per la matematica si sta rivelando ostico e disorientante con il risultato che le Indicazioni che già si presentavano male per l’artificiosa e decisamente anacronistica – per questo primo livello scolare – suddivisone in ambiti (Numeri, Spazio e Figure, Funzioni e Relazioni, Dati e Previsioni) subiscono un danno d’interpretazione ancora più rilevante. Dalla lettura del documento, infatti, la matematica appare sfaldarsi, frantumarsi in una congerie di affermazioni spesso difficili da capire e unire in un discorso coerente. Che significa che in matematica l’alunno “negozia e costruisce significati”? La statistica deve essere veramente considerata una disciplina a sé? E deve veramente essere considerata e trattata come il “cavallo di Troia” che può fare breccia nella mente dei giovanissimi studenti e liberare per loro la “matematica”? È vero che una cosa è il pensiero matematico e altra cosa è il pensiero computazionale e cosa ben diversa ancora è il pensiero scientifico? Sono domande che arrivano dal mondo della scuola e fanno sorgere il dubbio che, forse, dopo cinque anni di misure di accompagnamento all’interpretazione condivisa delle “nuove” Indicazioni del 2012, i docenti e le scuole potevano aspettarsi qualcosa in più, un resoconto diverso e un sostegno diverso.

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